LETTORI&LETTURE
di Rosella Redaelli
La Banca di Monza, i mercati finanziari e la ‘ndrangheta: una storia Speciale.
Il giallo resta il genere preferito da Marco Speciale, autore monzese che dal 2015 ci ha abituato alla sua scrittura fluida, a personaggi che riesce a caratterizzare con pochi tratti, a storie intricate in cui al giallo aggiunge il rosa, alle situazioni più drammatiche anche i toni più lievi della commedia.
Dopo un racconto vincitore del concorso “Giallomilanese” e una grave malattia, l’autore si dedica intensamente alla scrittura raccogliendo numerosi premi. Il romanzo di esordio “Prima dei titoli di coda” è premio della critica del Premio letterario Brianza, nel 2017 con Il nome della notte” è ancora finalista al premio Brianza e vincitore del Premio La città di Murex – Firenze. Nel 2018 esce “Il Palazzo dei percorsi perduti premiato ad Arcore e Firenze. Nel 2021 ha pubblicato “Terra sporca” sempre per AltreVoci.
Con “I conti che non tornano” Speciale resta fedele al suo stile, al genere che predilige e sceglie ancora una volta Monza e la Brianza per ambientare una storia in cui si intrecciano finanza e ‘ndrangheta.
La Banca di Monza è sull’orlo del fallimento e il suo amministratore delegato, Paolo Mapelli, scompare. Sulle sue tracce c’è il vicequestore Matteo Caserta, in perenne contrasto con diete e ago della bilancia. Per trovare informazioni ha i suoi metodi e non disdegna amabili chiacchierate con i custodi dei condomini monzesi. Ha anche una passione per il cinema di Alfred Hitchcock e le sue algide attrici. Adriana Meis, ad esempio, la splendida moglie di Mapelli, pare proprio ricordare Madeleine, il personaggio al centro del film “La donna che visse due volte”. Un personaggio duplice, come doppia è la vita della bella Adriana, non esattamente un esempio di fedeltà coniugale.
E durante le riflessioni ad alta voce del vicequestore realtà e finzione di mescolano sapientemente, su un doppio piano tra il grande schermo hollywoodiano e le indagini in salsa brianzola.
Il lettore è immerso fina da subito in più storie che inevitabilmente si intrecceranno tra loro. E così che da subito si viene a sapere che a sapere che Paolo Mapelli è stato rapito da un imprenditore brianzolo, tal Giorgio Canclini. La sua azienda è sul lastrico e un finanziamento
avrebbe torse potuto salvare la sua impresa e il lavoro dei suoi dipendenti, ma quel finanziamento gli è stato negato e da allora nutre un sentimento di vendetta. Anche la ‘ndrangheta però è sulle tracce del Mapelli, detenuto in un casolare nel piacentino. Sono le pagine più nere di questo giallo di cui null’altro si può aggiungere per non togliere il gusto della lettura. Una lettura che scorre veloce e porta per mano il lettore nella vita dei tanti personaggi che si muovono in scena, protagonisti e comparse, ma ognuno con un ruolo preciso, carattere, manie, passioni diverse. Ai lettori monzesi piacerà anche ritrovare luoghi
noti: dal centro di Monza al parco con le sue cascine, la facciata del duomo e il suo campanile. Ai piedi del campanile scorrono i titoli di coda sulla vita di Madeleine-Adriana Meis. Tra realtà e fiction, proprio come nel capolavoro di Hitchcock.



